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venerdì 11 dicembre 2009

Pioggia di alluminio (articolo di Luigina Marchese)

Questo articolo si pone come estensione del mio precedente riguardante le scie chimiche. Nasce dalla necessità di un’azione pratica e concreta che, necessariamente, deve seguire la scoperta del fenomeno subdolo, insidioso ma soprattutto ignorato, delle chemtrails.

In seguito dunque alla consapevolezza che dagli aerei che sorvolano l’Abruzzo e l’Italia intera vengono rilasciate sostanze nocive per la salute dell’uomo, ho inteso dimostrare e non solo a me stessa, l’esistenza di quelle tossicità in maniera concreta e visibile.

A tale scopo, ho prelevato alcuni campioni di ortaggi (biologici) direttamente dal giardino della casa. Nello specifico, parliamo di prezzemolo, lattuga e nespole. Ho preso contatti con l’A.R.T.A. di L’Aquila, affinché verificasse se negli alimenti summenzionati vi fossero tracce di metalli tossici. Sia l’alluminio (Al) sia il bario (Ba) sono risultati contaminare i prodotti.

Riporto i dati rilevati:

- Prezzemolo

Al - inf. 462 mg/Kg
Ba - inf. 8,7 mg/Kg

- Lattuga

Al - inf. 265 mg/Kg
Ba - inf. 5 mg/Kg

- Nespole

Al - inf. 102 mg/Kg
Ba - inf. 5 mg/Kg

Ciò confermerebbe l’ipotesi che sostanze chimiche nocive cadano a terra dagli aerei ma, ai fini di una verifica attenta, palese e soprattutto imparziale, è necessario porsi alcuni interrogativi.

a) Quali sono i corretti parametri onde poter affermare che l’assunzione di alluminio e bario sia nociva per l’uomo? La stessa A.R.T.A. non era in possesso di tali riferimenti.

b) Alluminio e bario sono contenuti naturalmente in questi alimenti? Fanno cioè parte della loro struttura interna, quali microelementi?

c) Possiamo escludere che i metalli non facciano parte del terreno, venendo poi assorbiti dalle radici? Se fanno parte del terreno, da dove provengono?

d) Possiamo escludere che i cibi non siano inquinati da altre fonti (fabbriche, discariche etc.)?

E’ fondamentale porsi e trovare risposte a tali domande, poiché solo in tal modo si riuscirà a provare che i metalli tossici derivano dagli aerei. Coloro che contrastano tale “teoria” affermano, invece, che l’alluminio ed il bario sono naturalmente presenti nel suolo ed è quindi altrettanto naturale rinvenirli nei cibi. Forse non è così, ma occorre dimostrarlo! Nell’impossibilità di chiarire a me stessa se tali concentrazioni fossero o meno elevate e nella constatazione che la stessa A.R.T.A., paradossalmente, non poteva fornirmi notizie in merito, ho iniziato a cercare in modo autonomo per dare risposta a tali quesiti.

LA RICERCA

Bisogna precisare che nella zona in cui sorge la mia abitazione non sono mai state presenti industrie, essendo terreno vergine da migliaia di anni. Nel passato recente vi era situata, nelle vicinanze, una discarica, alla quale non possiamo sicuramente assegnare, anche secondo il parere del Responsabile dell’A.R.S. Abruzzo, la presenza di alluminio e di bario. Lo stesso dicasi per le fabbriche poste nelle vicinanze, pur se la zona di Bussi sul Tirino, paese poco distante, è balzata tempo fa all’evidenza della cronaca per l’inquinamento della falda acquifera della Val Pescara.

Caratteristiche

L’alluminio è diffuso sulla crosta terrestre (ne costituisce il 7,50% in peso) e si trova in tracce negli alimenti e nel nostro organismo. E’ un metallo bianco, leggero, malleabile, ottimo conduttore del calore e dell’elettricità (il fatto che la presenza di sostanze quali bario ed alluminio renda l’acqua conduttiva elettricamente, sarebbe un dato interessante da indagare).

Tossicità

Secondo studi compiuti in Francia, l’alluminio può essere pericoloso e persino mortale, se assunto in quantità eccessive. Secondo il Professor Eugenio Ragazzi, con il quale ho avuto diversi contatti, “l'alluminio non ha alcun ruolo fisiologico negli organismi viventi e viene da essi trattato come un elemento da eliminare”.

Il Dr. Sante Guido Zanella afferma che l’alluminio non svolge alcuna funzione utile per il corpo umano e la sua pericolosità è nota fin dal secolo scorso. Studi condotti recentemente dallo stesso Dr. Zanella ne confermerebbero la neurotossicità.

E’ stato ipotizzato che l'alluminio possa essere un cofattore nell'eziopatogenesi di alcune malattie neurodegenerative, tra cui la malattia di Alzheimer, ma una prova diretta in questo senso è ancora controversa. In tutti coloro che sono affetti dal morbo di Alzheimer o in chi si sottopone ad emodialisi, sono state comunque rintracciate alte concentrazioni di alluminio.

Sintomi generalmente associati all’intossicazione da alluminio

La ricerca scientifica ci mostra l’estrema pericolosità dell’esposizione cronica all’alluminio anche a basso dosaggio e soprattutto la costante associazione tra alluminio e patologie molto diverse (di cui alcune caratterizzate da disturbi mentali): Parkinson, S.L.A. (sclerosi laterale amiotrofica), sclerosi multipla, demenza, osteoporosi, anemia sideropenica, sindrome di Down ecc. Il gruppo di esperti A.F.C. (E.F.S.A.) ha stabilito che, complessivamente, è improbabile che l’alluminio possa avere effetti cancerogeni per l’uomo alle dosi correlate alla dieta. Forse gli esperti non sono a conoscenza del fenomeno delle scie chimiche, le quali incrementano in modo esponenziale l’alluminio incamerato.

Fonti di tossicità

I composti di alluminio hanno usi e impieghi diversi. Generalmente la via principale di esposizione è tramite gli alimenti (compresa l’acqua del rubinetto - solfato di alluminio come battericida), se escludiamo le scie tossiche degli aerei.

Fonti importanti di intossicazione sono le pentole (soprattutto se usate per cuocere latte, cavolo o pomodoro, generalmente cibi acidi), le lattine, carta stagnola e così via. Sulla G.U. n. 141, parte I del 20 giugno 2007 è stato pubblicato il Decreto n. 76 del Ministero della Salute. Vi vengono riferite le condizioni alle quali si può impiegare pentolame di alluminio.

I produttori hanno perciò l’obbligo, fatte salve le disposizioni del regolamento (CE) n. 1935/2004 in materia, di indicare in etichetta le condizioni specifiche d’impiego

L’alluminio oggi viene, paradossalmente, usato in grandissime quantità non solo in campo alimentare, ma anche medico. Lo si ritrova in tantissimi farmaci ed è inspiegabilmente presente nei vaccini (come eccipiente ed adiuvante, fino a 250 volte oltre la quantità di soglia) somministrati ai bambini, nel Maalox, nel Mylanta, nel Riopan, nell’Alka Seltzer ed in molti antidiarroici, così come nelle amalgame dentali; è stato anche rilevato che alcune aspirine per bambini contengono alluminio. Lo si ritrova nei cosmetici anche di marca (rossetti, phard, matite etc.), nei deodoranti/antitraspiranti, nei dentifrici, saponi, borotalco.

Un capitolo a parte è costituito dal latte in polvere: i livelli di assunzione di alluminio nei lattanti che lo usano si avvicinano ai valori soglia e, in alcuni casi, arrivano a quattro volte in più. Per avere la certezza che tale metallo non è presente nella composizione si può leggere con attenzione l’etichetta, evitando prodotti che contengono sostanze che iniziano con “ALLUM” (qualora il tutto sia posto in evidenza).

Concentrazioni

Prendendo visione dei risultati delle analisi, il Prof E. Ragazzi, confermando il mio sospetto che la quantità di alluminio fosse elevata, disse che: “Il contenuto di tale elemento nei cibi può variare moltissimo in relazione alla sua quantità nel terreno, in conseguenza anche al semplice tipo di suolo, più o meno ricco. Un articolo pubblicato lo scorso anno riporta concentrazioni di alluminio in cibi come la lattuga intorno a 10 mg/kg di peso secco, spinaci 167 mg/kg di peso secco. Comunque i valori di alluminio nei cibi possono variare entro fasce enormi, anche a seguito dell'aggiunta di additivi contenenti alluminio; sono riportati valori in un intervallo di 1-27.000 mg/kg”.



A completamento delle informazioni inviate, il Professor Ragazzi mi segnalava un recentissimo documento dell’E.F.S.A. con un'ampia discussione sulla tossicità del metallo, anche in relazione alla quantità accettabile di assunzione in una settimana (Tolerable Weekly Intake -TWI-), stabilita attualmente pari a 1 mg/kg peso corporeo/settimana, anche se tali misure sono in genere spesso superate, proprio in seguito all'uso di additivi contenenti alluminio.

L'assorbimento intestinale è intorno allo 0.1-0.4% della quota ingerita. In genere il corpo riesce ad eliminarlo al 74-96%. Esso ha comunque tendenza ad accumularsi nell’organismo a seguito di esposizione alimentare.
Sulla base di quanto detto fin qui, si scopre che non è semplice affermare che l’alluminio trovato nei prodotti venga dalle scie chimiche, anzi, è più facile e più semplice ipotizzare che essi lo assorbano dal terreno e, poiché il terreno è naturalmente ricco di alluminio, il discorso potrebbe automaticamente essere chiuso.

Gli organi competenti

Arrivata a questo punto della ricerca, avevo un quadro abbastanza chiaro sulla pericolosità dell’alluminio, su questo non vi erano dubbi. Il Professor Ragazzi mi aveva confermato che le quantità rinvenute nei miei prodotti erano elevate. Restava sempre qualche problema correlato alle concentrazioni rinvenute negli alimenti da me analizzati. Si poneva, infatti, un quesito interessante, se cioè le tossicità individuate facessero parte dell’alimento stesso, della sua struttura interna, avendo assorbito l’elemento dal terreno con le radici o se vi fossero state depositate ab externo.

Questo, in effetti, era molto difficile da indagare. Esistono forse sostanze, mi chiedevo, che contengono naturalmente alluminio? O forse più semplicemente lo assorbono dall’ambiente esterno? Tramite percolamento, l’alluminio penetra nel suolo e di conseguenza viene assorbito dalle radici e trasmesso alla pianta. Chiesi allora informazioni ad una responsabile dell’A.R.T.A. circa le modalità inerenti alle analisi. Mi venne riferito che gli alimenti da me consegnati furono inizialmente disgregati, poi resi liquidi e quindi sottoposti a verifica. In tal modo, risultava impossibile constatare se quelle concentrazioni fossero lì perché provenienti dall’esterno oppure contenute nell’alimento.

Vediamo allora di chiarire! Ciò di cui stiamo parlando non sono ioni naturalmente contenuti nei cibi (come ad esempio il Rame o il Ferro), ma particelle, minuscoli sassolini, che vengono involontariamente (certo non nel caso delle scie chimiche) immessi come inquinanti nei cibi. Queste scorie, se ingerite, entrano in circolo per essere rapidamente fagocitate dai vari organi (reni, fegato etc.) e lì restano, perché non sono biodegradabili. Era dunque questo che ero tesa a dimostrare, cioè che l’alluminio presente negli alimenti analizzati non facesse parte intimamente di essi, così come il ferro è contenuto negli spinaci, ma che vi venisse depositato dall’esterno. La domanda da porsi è allora: da dove viene quell’alluminio? Qui la cosa diventava complessa, perché, come detto all’inizio, esso è un elemento presente sulla crosta terrestre. Le piogge acide ne favoriscono l’assunzione da parte dei vegetali. E’ da lì che può essere assorbito dalle radici e ritrovarsi nei frutti, nel prezzemolo, nella lattuga. Come provare allora che l’alluminio ed il bario presenti negli alimenti analizzati provenivano dalle scie chimiche? Secondo il Prof. Dolara, con il quale ho avuto diversi contatti, per concludere che le polveri degli aerei abbiano un ruolo nello spiegare i livelli di alluminio presenti negli alimenti analizzati, sarebbe necessario conoscerne le quantità negli stessi alimenti e in una zona vicina dove non volano aerei. A me la cosa sembrò impossibile, visto che gli aerei volano ovunque ed è puro sogno trovare un terreno che non sia contaminato da sostanze tossiche. Il fenomeno delle scie chimiche può essere fatto risalire a 10-15 anni fa, almeno qui in Italia.

Sarebbero allora occorsi dati sulla concentrazione di alluminio presente nel suolo abruzzese, confrontati con dati più recenti. Dopo aver contattato numerosi docenti, ricercatori e rettori universitari a livello nazionale, sono giunta alla conclusione che non esistono analisi e studi comparativi sulle quantità di alluminio presente nel suolo italiano e, nello specifico, abruzzese. Essi, in effetti, proverebbero che negli ultimi anni c’è stato sicuramente un incremento nelle quantità, dovuto all’anomalo traffico aereo con il suo carico di scie velenose. Sarebbe dunque auspicabile che coloro che tutelano il nostro territorio eseguissero rilievi in tal senso. Forse le attuali problematiche potrebbero dar loro avvio.

Per verificare e dimostrare in modo inappellabile che l’alluminio presente nei prodotti analizzati deriva unicamente dalle scie chimiche, mi restava un unico sistema. Ripetere le analisi con modalità diverse. Mi era stato suggerito di analizzare non l’intero alimento disgregato, bensì l’acqua di lavaggio dei prodotti medesimi, ma forse questo metodo non è probante, se la stessa acqua del rubinetto contiene alluminio! Quale acqua usare? Sicuramente acqua distillata! Forse un sistema sarebbe procurarsi del terreno non contaminato da alluminio, farvi crescere alcune piante allo scoperto, innaffiarle con acqua pura e poi analizzare di nuovo, sia l’acqua di lavaggio sia l’alimento disgregato. Nella difficoltà di trovare un terriccio che non contenga alluminio, sto attualmente studiando altre modalità di indagine. Vedremo gli sviluppi della situazione. Ho chiesto naturalmente la collaborazione della stessa A.R.T.A. di L’Aquila, dell’A.R.S. e del S.I.A.N. di Pescara. Ho segnalato la cosa al Ministro Ignazio La Russa, oltre che al Capo dello Stato, ai Ministri della Salute e dell’Ambiente.

Invito tutte le persone di buona volontà a fare altrettanto. Per concludere e sdrammatizzare la situazione, possiamo affermare che i dati scientifici a nostra disposizione ci mostrano come sia possibile ridurre il rischio di contrarre l’Alzheimer o alcuni tipi di tumore, semplicemente adottando una dieta sana basata su alimenti vegetali, ricca in frutta e verdura fresche, cereali integrali e legumi… be’, lasciatemelo dire: che non siano prodotti del mio orto! O del vostro!

Nota: si fa riferimento all'articolo integrale dell'autrice apparso sul numero 12 di “X Times”.

Esperti contattati:

Prof. Piero Dolara, Ordinario di Tossicologia, Università di Firenze
Prof. Eugenio Ragazzi, Facoltà di Farmacia, Università di Padova

Enti contattati:

A.R.T.A. (Agenzia Regionale Territorio Ambiente) di L’Aquila
A.R.S. (Agenzia Regionale Sanitaria) di Pescara
A.R.S.S.A. (Agenzia Regionale Servizi Sviluppo Agricolo) di Avezzano
S.I.A.N. (Sistemi Informativi Agricoli Nazionali) di Pescara.



CHEMTRAILS DATA

Range finder: come si sono svolti i fatti

mercoledì 2 settembre 2009

Modificazione climatica, scie chimiche e geo-ingegneria: che cosa sta avvenendo nei nostri cieli?

Accade in tutto il mondo senza alcuna approvazione pubblica. In Germania, Italia, Regno Unito, Cina, Stati Uniti d'America, ovunque, aerei rilasciano scie minacciose nel cielo. Queste scie di aerosol contengono particelle che permangono per ore, venendo disperse dal vento per poi ricadere al suolo.

A partire dalla Seconda guerra mondiale, come modo per manipolare i sistemi radar, i militari avrebbero diffuso nubi di particelle in cielo contenenti alluminio, fibre di vetro metallizzato o polimeri.

Le particelle darebbero una falsa eco sui sistemi radar, rivelandosi una perfetta copertura per gli aerei su un campo di battaglia. Questo programma chiamato CHAFF è ancora utilizzato nei cieli statunitensi, senza alcuna vera spiegazione sul perché.

Ora, questo tipo di intervento nella nostra stratosfera è stato applicato alla geo-ingegneria, sotto forma di modificazioni climatiche. L'evento più pubblicizzato è stato quello delle Olimpiadi del 2008, quando i Cinesi usarono prodotti chimici per il controllo delle precipitazioni a Pechino. Questo sta accadendo in tutto il mondo, senza alcun riguardo per il rilascio di sostanze chimiche nell'ambiente.



In Germania, un meteorologo ha citato in giudizio i militari per le scie chimiche che egli ha ripetutamente registrato sul radar. "Le scie erano così grandi...", ha detto, "devono avere rovesciato tonnellate di particelle per creare nuvole così grandi, che apparivano istantaneamente sul radar". Tutte queste particelle cadono a terra e vengono assorbite nell'ambiente.

Negli Stati Uniti un testimone in Arkansas riportò il passaggio di aerei che rilasciavano scie nel cielo e raccolse in seguito un campione di particelle che fluttuavano in aria. Diede il campione ad un'agenzia di stampa che l'analizzò ed i risultati mostrarono livelli insolitamente elevati di bario.

Mark Ryan, direttore del Centro per il controllo delle malattie, ha spiegato che l'esposizione a breve termine al bario può portare a problemi allo stomaco, dolori al petto, mentre l'esposizione a lungo termine provoca problemi di pressione sanguigna e di indebolimento del sistema immunitario.

Il Council on Foreign Relation (C.F.R.) ha riferito, in una conferenza dal titolo Unilateral Geo-engineering, che, nonostante la grande incertezza ed i rischi significativi, come l'acidificazione degli oceani, la distruzione delle barriere coralline e le modifiche nella composizione di ecosistemi terrestri, la geo-ingegneria potrebbe essere necessaria per evitare o invertire alcuni drammatici cambiamenti nel sistema climatico.

L'aspetto di fondo è che la geo-ingegneria potrebbe non funzionare come previsto, comportando ingenti conseguenze impreviste sui sistemi climatici come pure per gli ecosistemi terrestri ed i cittadini cui non è stata data un'opportunità di scelta in merito alla questione.

Links utili:

http://www.youtube.com/watch?v=RWsQ2KnIvH0

http://www.cfr.org/content/thinktank/GeoEng_Jan2709.pdf

http://usasearch.gov/search?v%3Aproject=firstgov&query=chaff+%2B+2009&affiliate=noaa.gov


Fonte: examiner.com


giovedì 9 aprile 2009

Il presidente Obama legalizza le chemtrails (by Mike)

Grazie Obama!! (e pensare che avevo anche esultato)

Il segreto sulle irrorazioni costanti da almeno quindici anni sui nostri cieli sta per divenire di pubblico dominio. Ovviamente per quanto mi riguarda è sempre stato il segreto di Pulcinella perché mi è bastato alzare gli occhi al cielo ogni mattina per capire se i tankers avessero scorrazzato oppure no durante la nottata precedente.

Ma le mie speranze di trovare un cielo terso e blu, come è sempre stato, si sono sempre miseramente sbriciolate sotto la cappa chimico biologica giornaliera e gli andirivieni degli aerei militari che rovesciano milioni di tonnellate di "bio-chemicals" su me e i miei figli.
Troppe persone sanno, troppe oramai si stanno rendendo conto che qualcosa non quadra sopra le nostre teste ed il coperchio sarebbe saltato comunque, ma con conseguenze difficili da calcolare (o forse molto semplici).

"Morto" Bush, finalmente è' arrivato Obama, tra gli osanna della gente (e anch'io dentro di me ho un po' esultato, devo essere sincero), a mettere una pezza sulla verità della più grande catastrofe umanitaria attuata dolosamente sulla popolazione mondiale. Ha mandato avanti i suoi scagnozzi, Luciferi travestiti da scienziati, per tranquillizzare il popolino e mostrarsi come salvatore del mondo.

Eh si, certo, la storiella del global warming attendeva il fatidico momento in cui i "buoni" avrebbero preso decisioni drastiche ma "per il bene dell'Uomo". Solo gli stupidi (o gli instupiditi, come li chiamo io) possono continuare a vivere nella totale cecità, sordità, fiducia nei propri aguzzini, manipolati a puntino da tutta la schiera dei media che, in modo becero, mostrano solamente quello che non c'è: i fuochi fatui della peggiore imbecillità umana (se mai esista un imbecille migliore).

Mi immagino già cosa stanno pensando i "venduti" al regime, gli scienziati prezzolati, le "bocche della verità".

In cima alla lista non posso non mettere i meteorologi che ora dopo ora, giorno dopo giorno, anno dopo anno, hanno visto e vedono la nostra atmosfera straziata e stanno zitti (quando non sparlano, nascondendo lo scempio). E' il loro lavoro, con l'atmosfera ci "parlano", come un pediatra parla con i propri bambini. Ecco perché per essi provo il più grande e profondo disprezzo. Un Dio c'è e si occuperà di loro e se per caso non ci fosse, di loro si occuperà il rimorso che li prenderà per mano e lentamente li farà scivolare nell'oblio. Il biglietto di sola andata per l'inferno è già staccato. Tralascio i disinformatori che all'inferno ci sono già.

Ho tradotto, per maggiore fruibilità,
questo articolo che svela i programmi menzogneri di chi fa finta di prendere decisioni necessarie, di "emettere la condanna", dimenticandosi però che qualcuno si è accorto che l'imputato è già stato giustiziato ed è ormai putrefatto.


Associated Press (Washington) - 8 aprile 2009 - Articolo di Seth Borenstein

Il consulente del presidente sulla “nuova scienza”, mercoledì ha dichiarato che il riscaldamento globale è spaventoso e che l'amministrazione Obama sta discutendo radicali tecnologie per raffreddare l'aria della Terra.

John Holdren all’Associated Press, nella sua prima intervista da quando è stato confermato il mese scorso, ha detto che la Geoingegneria (per modificare il clima) è in corso di discussione. Una di queste estreme opzioni include la distribuzione di particelle inquinanti in atmosfera per riflettere i raggi del sole. Holdren ha detto che una tale misura sperimentale sarà utilizzata solamente come ultima risorsa.

"Dobbiamo esaminarlo", ha detto. "Non ci permetteremo il lusso di prendere qualsiasi decisione fuori da un tavolo".
Holdren ha delineato diversi "punti focali" che coinvolgono il riscaldamento globale, che potrebbe essere in rapido avvicinamento. Una volta che saranno raggiunti certi livelli, come ad esempio la perdita completa di ghiaccio in estate nel mare Artico, aumentano le possibilità di raggiungere “conseguenze davvero intollerabili", ha detto.

Due volte in un colloquio di mezz'ora, Holdren ha paragonato il riscaldamento globale in corso ad "una macchina con i freni insufficienti che guida verso una rupe nella nebbia".

Per prima cosa, Holdren ha illustrato il potenziale tecnologico necessario da sperimentare con il clima, solamente come suo personale punto di vista. Tuttavia, egli riferisce che ha sollevato la discussione in amministrazione.

Holdren, fisico 65enne non è il solo a prendere seriamente in considerazione la geo-ingengeria. L'Accademia Nazionale delle Scienze sta inserendo la “modificazione climatica” come argomento del suo primo seminario nel suo nuovo programma di sfide multidisciplinari sul clima. Il parlamento britannico ha anche discusso l'idea.

L'American Meteorological Society ha in lavorazione una dichiarazione politica sulla Geoingegneria che dice: "è prudente considerare il potenziale della Geoingegneria per capire i suoi limiti e per evitare errori".

La settimana scorsa lo scienziato di Princeton Robert Socolow, all’Accademia Nazionale, ha detto che la Geoingegneria dovrebbe essere un opzione disponibile nel caso in cui il clima dovesse peggiorare drammaticamente. Ma Holdren ha osservato che la dispersione di particelle nell’aria, creando un vulcano artificiale, come un premio Nobel ha suggerito, potrebbe avere gravi effetti collaterali e non risolvere completamente tutti i problemi causati da un cospicuo aumento delle emissioni di gas serra. Quindi ha detto che tali azioni non dovrebbero essere prese alla leggera ed ha aggiunto: "Dovremmo essere abbastanza disperati per dover procedere in tal senso".

Un'altra opzione di Geoingegneria che ha accennato è l’impiego di una sorta di alberi artificiali che dovrebbero assorbire il biossido di carbonio (il maggiore imputato come causa dell’effetto serra) per poi essere stoccato. In un primo momento tale idea sembrava proibitiva perché costosa, ma un riesame della strategia mostra che potrebbe essere meno esoso del previsto, ha detto.

giovedì 5 marzo 2009

Armi spaziali, controllo del clima e scie chimiche

Pubblichiamo la traduzione di un estratto desunto da un corposo documento ufficiale dell'Aeronautica statunitense (U.S.A.F.): questo testo informa sui portentosi e micidiali sistemi d'arma di cui dispongono i militari e che sono sovente legati all'operazione "scie chimiche", intesa in senso lato. Bisogna precisare che non si tratta di brevetti, ma di apparati tecnologici già sperimentati ed usati in teatri di guerra ed altrove. Alla luce di queste informazioni sulle tecnologie belliche, certi fenomeni che paiono inspiegabili, come gli incendi spontanei divampati a Canneto di Caronia ed in altre località, possono essere letti in un loro preciso contesto. Si tratta di roghi appiccati con le armi a microonde descritte nel documento? Probabilmente sì. Nel testo si trova la conferma che i fenomeni meteorologici sono controllati, ad esempio con l’inseminazione delle nuvole e con la distribuzione di smart dust. Sconcertante, almeno per i profani, il riferimento ad un sistema d'arma per contrastare navicelle spaziali (spacecraft).


Microrobot d’attacco

Breve descrizione

I microrobot d’attacco costituiscono un tipo di sistema altamente miniaturizzato (delle dimensioni di un millimetro) che può essere usato per colpire sia in modo individuale sia in modo globale un bersaglio. Sono possibili vari metodi per diffondere questi microrobot, inclusa la dispersione come aerosol, il trasporto da grandi piattaforme, il tutto con una piena autonomia nel volo e nell’avanzata strisciando. L’attacco viene sferrato grazie ad una varietà di strumenti robotici, elettromagnetici o materiali energetici. Alcuni sensori microrobotici sono necessari per l’acquisizione del bersaglio e per l’analisi.


Proiettore olografico atmosferico

Breve descrizione

Il proiettore olografico crea un’immagine tridimensionale in qualsiasi luogo prescelto. Il proiettore può essere usato per operazioni psicologiche e per l’attuazione di strategie percettive. Può essere impiegato anche per creare illusioni ottiche e per l’occultamento, creando una temporanea distrazione a danno di un avversario dotato di armamenti non sofisticati.


Sistema ibrido laser ad alta energia

Breve descrizione

Il sistema ibrido laser ad alta energia consiste di numerose installazioni a terra, di laser chimici ad alta energia e di una costellazione di specchi collocati nello spazio. Questo apparato può essere impiegato nell’ambito di una molteplicità di operazioni. Il laser ad alta energia può colpire bersagli nell’atmosfera, nello spazio e sulla terra, riflettendo un raggio. Può essere adoperato anche per individuare dei bersagli, per la rimozione di detriti spaziali di limitate dimensioni (da uno a dieci centimetri).

The Airborne Laser aircraft, a new futuristic defensive (?) weapon used to shoot down enemy missilesSistema globale per colpire intere aree

Breve descrizione

Il sistema globale per colpire intere aree consiste di un sistema laser ad alta energia, di un sistema d’arma cinetica e di un velivolo transatmosferico. Il sistema laser è basato su installazioni a terra e su specchi nello spazio che dirigono l’energia verso l’obiettivo prescelto. Il sistema d’arma cinetica consiste di proiettili teleguidati con o senza detonatori di esplosivi. Il velivolo transatmosferico si basa su una piattaforma flessibile utile per rifornire installazioni nello spazio e può essere usato per un rapido intervento di forze speciali.


Arma spaziale a microonde ad alta energia

Breve descrizione

L’arma spaziale a microonde ad alta energia è un sistema in grado di colpire obiettivi sulla terra, nell’atmosfera e nello spazio, con un differente potenziale distruttivo. Consiste in una costellazione di satelliti che possono dirigere una banda ultralarga di microonde sui bersagli. Il suo effetto può generare alti campi elettromagnetici sull’area colpita, la cui superficie può variare da 10 a 100 metri. Inoltre, può interrompere o distruggere ogni apparato elettronico.


Sistema laser ad alta energia alimentato dal sole

Breve descrizione

Il sistema laser ad alta energia alimentato dal sole è un insieme di stazioni laser della potenza di svariati megawatts, che può essere usato in diversi contesti. Come arma, può centrare bersagli sulla terra, nell’atmosfera e nello spazio. Come sistema di sorveglianza, può operare usando il laser a bassa potenza per illuminare l’area di intervento.


Sistema per neutralizzare gli asteroidi

Breve descrizione

Il sistema per neutralizzare gli asteroidi protegge la terra e la luna dall’impatto degli asteroidi, sia respingendoli sia frantumandoli, di modo che non costituiscano più una minaccia. Il sistema di deflessione può essere integrato servendosi di ordigni nucleari.


Sistema di analisi e di modificazione meteorologica

Breve descrizione

Il sistema di analisi e di modificazione meteorologica consiste in una rete globale di sensori definiti “guerrieri del tempo” (Smart dust) in grado di monitorare e di predire accuratamente i fenomeni meteorologici con le loro conseguenze sulle operazioni militari. Una serie di strumenti di modificazione meteorologica consente la manipolazione dei fenomeni atmosferici su piccola o media scala per incrementare le capacità strategiche delle proprie forze militari e per indebolire quelle dell’avversario. Si possono indurre le precipitazioni o inibirle, usando particolato disseminato nell’atmosfera o energia diretta. E’ possibile potenziare e scatenare fenomeni atmosferici inseminando le nubi. Strumenti a microonde sulla terra e specchi ionosferici vengono impiegati per le comunicazioni radio e per facilitare o interrompere i segnali radar. Si possono usare cariche ionosferiche per danneggiare navi spaziali (spacecaft) ed usare raggi a microonde.


Ringraziamo l'amico Davy per la ricerca compiuta e la collaborazione.


Fonte: Tanker Enemy

domenica 28 dicembre 2008

I giornalisti, gli avvelenatori e le menzogne del potere (art. di Corrado Penna)

Quando i giornalisti scrivono (bontà loro) qualche mezza verità, il sistema basato sulle menzogne al quale devono comunque obbedire, li costringe quasi sempre ad aggiungere ai loro articoli delle “dichiarazioni ufficiali” che contraddicono quanto rivelato dai giornalisti nelle loro inchieste. In tal modo la verità viene sì enunciata, ma al tempo stesso viene resa meno credibile, posta in dubbio dalle dichiarazioni di "scienziati" corrotti, enti ufficiali direttamente implicati in operazioni criminali etc.

Ad esempio, il 30 agosto 2001
Andrea Graves scrisse un articolo interessantissimo dal titolo “L’induzione artificiale della pioggia legata al diluvio assassino” (vedi link all’articolo originale in inglese sul Newscientist). In tale articolo, si mostra che sono emerse nuove prove (presentate persino in un programma della Radio 4 della B.B.C. dal titolo “Il giorno in cui fecero piovere”) a sostegno dell’ipotesi che l’alluvione che spazzò via, nel 1952, un piccolo centro della Gran Bretagna (Lynmouth, nel Devon) causando 35 morti, fu originata da un esperimento militare di induzione artificiale della pioggia. A dispetto delle scontate dichiarazioni ufficiali che smentivano la realizzazione di esperimenti di inseminazione delle nuvole (per provocare artificialmente la pioggia) in tempi così lontani, sono stati scoperti dei documenti declassificati i quali mostrano quanto segue (riporto le testuali parole dell’articolo nella mia traduzione):

a) “Gli scienziati britannici avevano lavorato in tandem con l’Aeronautica militare britannica (R.A.F., Royal Air Force) per cercare di indurre la pioggia nella settimana in cui avvenne il disastro”.

b) “I militari erano interessati ad usare la pioggia per indurre acquazzoni, per ostacolare i movimenti nemici, per dissipare la nebbia sopra gli aeroporti e persino per aumentare il livello di dispersione radioattiva delle armi atomiche”.

Inquietanti poi le parole di un testimone oculare dell’alluvione del 1952: “Non avevo mai visto un cielo di quel colore – giallastro, grigiastro, porpora – era inquietante”.

Ecco, fin qui l’articolo sembra una valida inchiesta che svela come la guerra ambientale (denunciata in Italia dal
Generale Fabio Mini) non sia cominciata recentemente (come mostra, ad esempio, l’alluvione artificialmente indotta in Sardegna), ma in tempi molto più lontani. Poiché, però, il sistema impone ai giornalisti di intrecciare la menzogna delle autorità e degli enti ufficiali alla ricerca della verità, ecco, che nel seguito dell’articolo, troviamo le dichiarazioni “rassicuranti” di un "esperto".

a) J.D. Dutton, Presidente della Dyn-0-Mat, un’azienda della Florida che produce fiocchi gelatinosi (su brevetto Peter Cordani) usati per inseminare le nuvole e controllare le precipitazioni, dichiara (e ti pareva!): “Usiamo le più recenti tecnologie dei sistemi radar che ci permettono di sapere quanta umidità c’è nell’aria, in maniera tale che possiamo stimare la quantità di gel da disperdere sulla formazioni nuvolose” (oh, che bello disperdono gel sopra le nuvole, ma che simpatica trovata e poi ce lo ritroviamo nei polmoni quando scende al suolo, vero? E siamo sicuri che il gel sia disperso solo per favorire la pioggia? Il brevetto spiega l'esatto contrario! Il cielo in questi giorni ha una orribile consistenza bianchiccia anche fra un nuvola e l’altra).

b) Dello stesso giornalista che scrive: “Negli ultimi 50 anni l’inseminazione delle nuvole è stata portata avanti nel tentativo di alleviare la siccità e di indurre le nevicate in prossimità delle stazioni sciistiche” (oh grazie, prima ci tolgono la pioggia con le irrorazioni chimiche e poi ci raccontano che stanno lavorando per noi, preparando in un prossimo futuro una giustificazione ufficiale alle irrorazioni “per il nostro bene,” basata sulla
mistificazione del cosiddetto "cambiamento climatico" indotto dal CO2 come causa della siccità).

c) Meteorologi della Reading University dichiarano al giornalista: “L’induzione artificiale della pioggia ha pochissima credibilità nella comunità scientifica” (e noi ci crediamo, certo, come crediamo ai meteorologi che in Sardegna non hanno previsto in tempo un fronte temporalesco di 100 km "che si muoveva lentamente", parole testuali del responsabile S.A.R. Alessandro Delitala) e poi ancora (Brian Hoskins): “Dubito molto che qualcuno potesse essere in grado di influenzare le nuvole”, per finire con la rassicurazione dell’ennesimo meteorologo (Anthony Illingworth) che afferma :“Poiché la pioggia è molto variabile da un giorno all’altro, è incredibilmente difficile capire se si sia riusciti a fare qualcosa oppure no”.

A questo punto il lettore medio, che leggendo l’inizio dell’articolo avrebbe potuto preoccuparsi sinceramente per gli esperimenti militari di controllo climatico e magari anche operare qualche collegamento con quanto avviene oggigiorno, viene tranquillizzato con dichiarazioni mendaci, tese a mostrare che la nostra tecnologia non è così potente da manipolare le forze della natura. Il cittadino viene confuso ed abbindolato dalle persone di cui generalmente si fida (i meteorologi), quando deve decidere se fare una scampagnata la domenica o se deve prendere l’ombrello per andare al lavoro. Intanto il giornalismo d’inchiesta si mescola al giornalismo di regime in una miscela in cui solo l’occhio attento e la mente allenata sanno discernere il falso dal vero.

Ma non vi preoccupate: la verità sull’alluvione di Lynmouth spunterà fuori, perché i geologi della British Geological Survey (Rilevazione Geologica Britannica) stanno studiando i sedimenti di Lynmouth per verificare la presenza di ioduro d’argento (il composto usato per indurre artificialmente le precipitazioni). Ben sapendo come la rete dei geologi in Italia si adoperi per occultare la verità sulle irrorazioni chimiche, c’è ben poco da sperare che la verità venga a galla.

Da un altro articolo pubblicato sul sito della B.B.C. ho scoperto che i sopravvissuti all'alluvione (avuto sentore degli esperimenti climatici in concomitanza col disastro) chiesero l'avvio di un'inchiesta che non fu mai loro concessa, mentre il Ministero della Difesa smentì categoricamente ogni responsabilità. Per avere un'idea del disastro che si abbattè su quella zona riporto il fatto che furono raccolte 300.000 sterline (ai tempi!) per un fondo di solidarietà con le vittime dell'alluvione (ma potete anche guardare il video presente nella pagina già citata della B.B.C.).

A questo punto, per ribadire come le modificazioni climatiche siano state pesantemente perpetrate dalle strutture militari, credo sia il caso di ricordare le parole del Tenente Generale Fabio Mini (notare le dichiarazioni evidenziate in grassetto):

“La guerra ambientale in qualunque forma, è proibita dalle leggi internazionali. Le Nazioni Unite, fin dal 1977, hanno approvato la convenzione contro le modifiche ambientali, il che rende ingiustificabile qualsiasi guerra proprio per i suoi effetti sull'ambiente, ma come succede a molte convenzioni, quella del 1977 è stata ignorata ed i militari hanno anzi accelerato la ricerca e l'applicazione delle tecniche di modificazione del tempo e del clima, facendole passare alla clandestinità. Se prima di quella data, l’uso delle devastazioni ambientali era chiaro e se le modifiche ambientali anche gravissime erano codificate e persino elevate al rango di sviluppo strategico o di progresso tecnologico, oggi non si sa più dove si diriga la ricerca e come si orientino le nuove armi”.

È il caso anche di ricordare come avviene l’induzione artificiale delle precipitazioni, ovvero con la dispersione sulle nuvole di composti che fungano da nuclei di condensazione intorno ai quali il vapore si trasforma in goccioline d’acqua. Come viene correttamente scritto nell’articolo citato, “in circostanze naturali l’acqua si condensa intorno a granelli di polvere o sale e forma cristalli di ghiaccio che attirano altre goccioline, fino a quando le gocce sono abbastanza pesanti da cadere [al suolo]”.

Per finire ricordiamo le date di due brevetti per la modificazione climatica:

- 2550324 - 1951 – Procedimento per il controllo climatico [Process For Controlling Weather]

- 2582678 - 1952 – Apparato per la disseminazione di materiali dagli aerei [Material Disseminating Apparatus For Airplanes]

Ogni riferimento è puramente voluto.


Corrado Penna (Fisico)

venerdì 26 dicembre 2008

Non dimentichiamo il 22 ottobre 2008 - Inferno di acqua e fango: è strage

AERONET_Rome_Tor_Vergata_2008-19-Ottobre_aquaAbbiamo detto e ridetto che i servizi meteo nazionali coprono le operazioni di aerosol sui nostri cieli. Vediamo ora nel dettaglio come ha pubblicamente trattato l'argomento il servizio agrometeorologico della Sardegna (S.A.R.) in occasione del disastro del 22 ottobre scorso.

La gente è portata a dimenticare in fretta e, se avessimo subìto solo danni materiali, probabilmente non sarei ritornato a parlarne, ma sono morti inermi cittadini, sepolti sotto il fango. Non il fango assassino ma il fango formatosi da una delle più grandi perturbazioni che la Sardegna ricordi.

Gli assassini sono da qualche parte, in libertà, e prima o poi la Giustizia ne avrà ragione.

Per non restare sull'astratto, noi abbiamo la convinzione, suffragata da video, foto, osservazioni costanti dei nostri cieli, che qualcuno stia manipolando il clima, pilotando, aumentando o riducendo le perturbazioni in modo scientifico. Come mai sosteniamo che il 22 ottobre scorso qualcuno sapesse e ha taciuto?

Partiamo dalle previsioni del tempo del 21 ottobre 2008. Io non so da dove ricavino le previsioni meteo quelli del S.A.R., ma visto che sono pagati dalla Regione, suppongo che le elaborino in casa propria con l'ausilio del servizio meteo dell'aeronautica italiana. Ma non ne ho la certezza. So soltanto che hanno pubblicato queste previsioni appena qualche ora prima del disastro, esattamente alle 11,45 del 21 ottobre, circa 18 ore prima dello scatenarsi dell'inferno.


Il bollettino per la mattina in zona Sud Sardegna recita:

Cielo: molto nuvoloso. Precipitazioni: temporali. Altri fenomeni: assenti. Venti: deboli da Sud-Est. Temperature massime: in diminuzione.

La mattina seguente sulla zona del Cagliaritano si è abbattuto un uragano con un fronte ciclonico di 100 Km e 400 mm d'acqua. Per intenderci, 100 Km è orientativamente la larghezza della Sardegna, il che significa che nessuno degli esperti notò che stava arrivando su Cagliari una perturbazione grande quanto la Sardegna stessa. Eppure erano tutti al lavoro, non era il giorno di Natale o la notte di Capodanno; era un semplicissimo martedì feriale di fine ottobre (e se non erro, il S.A.R. lavora anche il martedì sera, o sbaglio?).

A che serve il S.A.R., a dirci che oggi piove? Che non piove? Che tira vento? Che c'è bonaccia?
Grazie, facciamo prima ad affacciarci alla finestra ed a verificarlo. GRATIS.

400 mm di pioggia è la media sarda annua (è noto che siamo un'isola siccitosa), millimetro più, millimetro meno. Ebbene, questa quantità è caduta in mezza mattina. Un inferno.

Il giorno dopo, apparve un'intervista dell'Unione Sarda (tiratura 80.506 copie) al responsabile del S.A.R. Vediamo cosa disse l'"esperto" meteo:

Unione Sarda:

...cosa è realmente successo ieri nel Cagliaritano dal punto di vista scientifico?

Alessandro Delitala (S.A.R.):

"Una larga parte della Sardegna Sud orientale, da Sarroch all'Ogliastra, si è ritrovata sotto un temporale gigante. Per spiegare meglio, di solito il fronte di una perturbazione meteorologica può arrivare al massimo a dieci chilometri, stavolta erano oltre cento ed è rimasto nella stessa posizione, spostandosi molto lentamente per molte ore. [...] Da un mese, la Sardegna riceve gli influssi di un anticiclone che ha portato temperature molto elevate, nettamente al di sopra delle medie stagionali. In queste situazioni anche la temperatura dell'acqua del mare è abbastanza alta, sempre rispetto alle medie statistiche del mese di ottobre. In questa situazione, l'arrivo di una perturbazione con una forte instabilità verticale e con aria più fredda nella parte alta, unita con la forte umidità, ha favorito il rimescolamento dell'aria. L'acqua del mare è evaporata per la temperatura, si è condensata diventando di nuovo liquida e precipitando al suolo con goccioloni molto grandi."

Vi risparmio il resto. Accontentatevi dei goccioloni.

E' sufficiente questo spezzone d'intervista per capire che queste parole fanno parte di un copione da recitare a richiesta usando un linguaggio per bambini anziché da scienziato serio e competente, minimizzando la gravità dei fatti e pensando, erroneamente, che i lettori siano tutti stupidi e creduloni.

Egli stesso dice che il fronte si è spostato molto lentamente per molte ore.
Perché allora non l'ha previsto? Era lì, davanti a tutti, pronto a scatenare l'inferno, invece? Nulla. Giusto un temporale senza altri fenomeni.

Se da un mese la Sardegna si trovava sotto gli influssi di un anticiclone, restando potenzialmente esposta a fenomeni catastrofici, perché nessuno l'ha previsto? Perché nessuno ha avvisato le autorità competenti? Come mai la Protezione Civile non era in stato di allerta? Come mai le foto satellitari di quei giorni sparirono per poi ricomparire (palesemente contraffatte) molti giorni dopo?

Il giorno prima della catastrofe, tutti i servizi meteo (tv, giornali, internet) ignoravano colpevolmente il disastro imminente.

Se non si fosse ancora capito, qualcuno sta coprendo nefaste operazioni di manipolazione climatica.

Buon Natale e felice anno nuovo... Dottore, noi stiamo piangendo i nostri morti, ancora caldi.